Tra le colline che circondano il Lago di Viverone, nel piccolo paese di Azeglio. Si trova un luogo che racconta una parte importante della storia artigianale del territorio: il Museo dei Seggiolai di Azeglio.
Questo piccolo museo conserva la memoria di un mestiere che per molti anni ha caratterizzato la vita del paese: quello dei seggiolai e delle impagliatrici. Uomini e donne che costruivano sedie in legno utilizzando tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione.
Visitare il museo significa scoprire non solo un lavoro antico, ma anche il modo in cui le comunità del Canavese vivevano e si organizzavano nel passato.

Il mestiere dei seggiolai ad Azeglio
Per molti anni il lavoro dei seggiolai di Azeglio ha rappresentato una parte importante dell’economia locale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
La costruzione delle sedie era un’attività artigianale che richiedeva abilità manuale, pazienza e conoscenza dei materiali. Ogni sedia veniva realizzata a mano e il lavoro coinvolgeva spesso diversi membri della famiglia.
Gli uomini e i ragazzi costruivano la struttura in legno: le gambe, lo schienale e l’intelaiatura della sedia. Il legno veniva lavorato con strumenti tradizionali come seghe, pialle, torni e scalpelli.
Le donne, le bambine e le ragazze invece si occupavano dell’impagliatura dei sedili. Per intrecciare le sedute veniva utilizzata un’erba palustre chiamata in piemontese “lesca”, raccolta nelle zone umide intorno al Lago di Viverone.
La lesca veniva intrecciata con grande abilità per formare il sedile della sedia. Spesso veniva poi ricoperta con paglia di segale, che la rendeva più brillante e resistente. In alcuni casi le sedute venivano anche colorate con le aneline, creando semplici decorazioni.
Questo lavoro richiedeva precisione e manualità ed era parte della vita quotidiana di molte famiglie del paese.
Un lavoro che seguiva il ritmo delle stagioni
Il lavoro dei seggiolai era strettamente legato alla vita agricola.
La costruzione delle sedie veniva svolta soprattutto durante l’inverno, quando il lavoro nei campi diminuiva e gli abitanti del paese potevano dedicarsi all’attività artigianale.
Durante i mesi più freddi le case e le botteghe si riempivano del suono degli attrezzi e dei gesti ripetuti di chi costruiva e intrecciava le sedute delle sedie, ma anche dei divani, delle poltrone e dei seggioloni per i bambini.
In molti casi i seggiolai non si limitavano a costruire le sedie, ma si occupavano anche di venderle.
Una volta pronte, le sedie venivano caricate su carri o trasportate a mano e portate nei mercati dei paesi vicini. Gli artigiani si spostavano tra fiere e mercati per vendere il loro lavoro.
In alcuni periodi, soprattutto tra Ottocento e primo Novecento, alcuni seggiolai del Canavese arrivavano anche molto lontano dal loro paese, portando le sedie in altre regioni e all’estero.
Questo spiega come alcune sedie prodotte ad Azeglio siano arrivate anche in altri paesi europei e persino negli Stati Uniti.
Era un modo per integrare il reddito delle famiglie contadine e per far conoscere il lavoro artigianale del territorio.
Il Museo dei Seggiolai di Azeglio
Per conservare la memoria di questa tradizione è stato creato il Museo dei Seggiolai di Azeglio.
All’interno del museo sono raccolti strumenti, oggetti e testimonianze che raccontano la storia di questo mestiere artigianale. Tra gli elementi più interessanti si possono osservare:
- gli attrezzi utilizzati per lavorare il legno
- le sedie realizzate dagli artigiani locali
- la ricostruzione dell’antico laboratorio dei seggiolai.
Questi oggetti permettono di immaginare com’era il lavoro nelle botteghe artigiane del passato e di comprendere meglio le tecniche utilizzate.
A pochi passi dal museo è possibile visitare anche la ghiacciaia storica, una struttura che in passato veniva utilizzata per conservare il ghiaccio e mantenere freschi gli alimenti prima dell’arrivo dei frigoriferi.
Il ruolo dell’associazione ArteV
Il Museo dei Seggiolai di Azeglio è gestito oggi dall’associazione ArteV, che si occupa di custodire e valorizzare questa parte importante della storia del paese.
Grazie all’impegno dei volontari, il museo continua a raccontare la tradizione dei seggiolai e a mantenere viva la memoria di un mestiere che ha segnato la vita della comunità locale.
L’associazione organizza attività e iniziative che permettono ai visitatori di scoprire meglio la storia artigianale del territorio.
Azeglio tra paesaggio e tradizioni
Il paese di Azeglio si trova in una posizione suggestiva tra le colline del Canavese, non lontano dalle Palafitte del Lago di Viverone.
Il paesaggio che lo circonda è caratterizzato da campi coltivati, cascine e strade sterrate che attraversano la campagna.
È un territorio ideale per chi ama camminare e scoprire luoghi legati alla storia e alle tradizioni locali.
Passeggiando tra queste colline si percepisce ancora il legame tra il territorio e le attività che per secoli hanno caratterizzato la vita delle comunità locali.
La tradizione dei seggiolai è così radicata nella storia di Azeglio che ha lasciato traccia anche nelle tradizioni popolari.
Infatti, i personaggi del Carnevale di Azeglio si chiamano infatti Ampajaura e Cadregat: nomi che richiamano proprio il lavoro di impagliare le sedie e la parola piemontese cadrega, che significa sedia.
Scoprire il Museo dei Seggiolai camminando
Il Museo dei Seggiolai di Azeglio può essere raggiunto anche attraverso piacevoli percorsi che attraversano la campagna tra Settimo Rottaro e Azeglio.
Camminando tra campi e strade sterrate si arriva nel cuore del paese, dove il museo racconta la storia di questo antico mestiere artigianale.
È un modo semplice per scoprire il territorio del Canavese, dove natura, paesaggio e tradizioni continuano a intrecciarsi.